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Cosa speriamo di trovare nell’uovo di Pasqua? Il vostro 5x1000!
5x1000 a Studio il Granello (CF 02212160358) ...dedicato a chi cova buone sorprese.
I nostri migliori auguri di Buona Pasqua!

Tratto da Noi (marzo 2011), di Antonella Mariani.
«Amo Riccardo. E’ l’unico dei miei quattro figli che appena sveglio canta ed è felice perché c’è il sole e un’altra giornata davanti. La sera torno a casa affaticata e ho un bisogno fisico di toccarlo, quasi ad ancorarmi alla sua genuinità, alla sua purezza. Lui apprezza tutto quello che per noi è scontato e ogni suo gesto, sorriso, sguardo trasuda lealtà, fedeltà, fiducia …». Una dichiarazione d’amore intensa quella che Letizia pronuncia nei confronti del suo ultimo bambino. Nato con la sindrome di Down, Riccardo ha nove anni e con la scuola è un po’ in ritardo, perché frequenta la seconda elementare. una società che sembra aver messo al centro la bellezza fisica come (unica?) strada verso il successo, l’amore per un figlio imperfetto ha qualcosa da dire a tutti.
Insegna a fare i conti con il limite in un mondo in cui sempre più a fatica si ammette che l’uomo non è onnipotente. Ecco allora che la storia di Riccardo, amato bambino con la sindrome di Down, e di sua mamma Letizia, così simile a quella di migliaia di altre famiglie toccate dalla disabilità, è un richiamo potente a guardare oltre l’apparenza, oltre gli stereotipi di chi e che cosa rendono “vincenti” e “perdenti” nella vita. Questo non vuol dire che la nascita di Riccardo non sia stata una sorpresa per tutti. Dopo tre figli “sani”, ecco che in casa Ricci arriva la disabilità. «Già in ospedale c’è un difetto di comunicazione, perché i medici parlano di tuo figlio come di un bambino venuto male. E comunque in quel momento il castello che ti sei costruita in mente si infrange. Ti senti in colpa come madre, pensi di non aver dato al tuo bambino tutte le opportunità che hai dato agli altri figli. Il mio primogenito, cha allora aveva 16 anni, alla notizia che Riccardo aveva la sindrome di Down ha detto: mamma, che problema c’è? Faremo quello che c’è da fare. A 16 anni lui aveva già indicato una strada». La sindrome di Down, oggi, è lo spauracchio di tutti i genitori. Forse perché è l’handicap più evidente, scritto nei caratteri somatici, inevitabilmente sotto gli occhini tutti, come una specie di marchio di diversità. Forse perché è tra le più immediate da rintracciare nel Dna. Forse perché la società non perdona l’imperfezione fisica.
« Si è così –conferma Letizia Pini -. Senti addosso a te e a tuo figlio il giudizio della gente, lo sguardo di compatimento e anche di riprovazione. E istintivamente ti viene voglia di proteggerlo. Io ho scelto l’atteggiamento contrario: con lui sono sempre andata al parco e ho visto che, rotto il primo imbarazzo, tutto diventa normale».
Lo sguardo degli altri: certo, la sindrome di Down non si può nascondere, se non, come accadeva fino a pochi decenni fa, chiudendo il figlio in casa o in istituto. Oggi il “nascondere” assume il volto spietato della selezione prima della nascita.
Poi c’è qualcuno che di tanto in tanto ripropone la questione della chirurgia plastica per correggere i lineamenti imperfetti. Meno vergogna per chi? Per i bimbi o per i genitori? Domanda difficile.
Quel che è certo è che un figlio con la sindrome di Down manda all’aria progetti, aspettative, ambizioni.
« Lo pensavamo anche noi –conferma Letizia-. Ma abbiamo imparato che le cose vanno in modo diverso. E questo non riguarda solo Riccardo. Le ambizioni sui figli sono naturali, ma tutti i genitori, in ogni famiglia, si devono confrontare con la realtà del proprio figlio, con la sua libertà. E quasi mai le nostre aspettative corrispondono alle loro scelte. Quando hai un figlio con handicap pensi che nessun progetto potrà mai realizzarsi. Che il futuro non esiste. E invece scopri che non è vero. Che il futuro si costruisce a piccoli passi, riappropriandosi del proprio ruolo di famiglia. Gattonare, e poi camminare, parlare, inserirsi all’asilo, andare a scuola, leggere e scrivere e fare sport… ogni conquista di Riccardo è stata una conquista di tutti, ogni obiettivo raggiunto ha consentito di spostare il traguardo un po’ più avanti».
Il piccolo Riccardo, dal canto suo, sa di avere la sindrome di Down, si arrabbia quando vede che non riesce a fare ciò che fanno gli altri, ma poi sposta l’attenzione su altre cose, quelle che sa far bene: andare a cavallo per esempio, fare il tifo per gli altri mentre giocano a calcio, migliorare a scuola…
E poi l’obiettivo più alto: quello di diventare adulto con dignità ed uno spazio nella società. Non è un’utopia.
Proprio perché non sia un’utopia abbiamo creduto e crediamo nella realtà del nostro Studio
proprio perché non sia un utopia noi abbiamo cercato di rimboccarci le maniche!

Dopo alcuni mesi passati a fianco di Elena come tutor del tirocinio per la programmazione web, da qualche settimana Stefano intensificato la sua collaborazione con Studio il Granello, impegnandosi ad ampliare e rafforzare la nostra offerta nell’ambito della produzione di siti web.
Questo investimento avviene in un momento in cui la domanda per la realizzazione di siti web sta aumentando fortemente e in cui si avvicina la messa on line di tre nuovi siti affidati a Studio il Granello e nati dalla collaborazione con Stefano: per chi volesse dare un’occhiata, dalla prossima settimana saranno on-line www.5sensiluxury.com, www.caritasreggiana.it e www.makipub.net.
 
Si è da poco concluso un corso di formazione di 45 ore che Studio il Granello ha attivato al proprio interno per continuare ad operare secondo i migliori standard qualitativi.
Il corso si è articolato su 3 dei più importanti software del settore grafico: Adobe Photoshop, Illustrator e Indesign. Tali programmi erano ovviamente utilizzati anche in precedenza dal nostro studio, ma, vista la loro complessità ed i continui aggiornamenti, abbiamo sentito l’esigenza di investire su un adeguamento della nostra formazione a riguardo. L’esperienza è risultata particolarmente positiva sia per chi ha avuto modo di approfondire conoscenze già consolidate, sia per chi possedeva solo le basi di alcuni argomenti trattati ed ha avuto modo di sviluppare nuove competenze.
Un particolare ringraziamento per il docente, Mario Valerio - Adobe Certified Instructor- che ha mostrato, al fianco di una evidente competenza, la capacità di cogliere le nostre esigenze professionali in modo che le lezioni si innestassero in modo significativo sul nostro quotidiano operare.

 

 

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