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Cinque anni fa, con il primo tirocinio di inserimento lavorativo, iniziava a delinearsi con maggior chiarezza la struttura di Studio il Granello: uno studio grafico in forma di società cooperativa sociale. In altri termini, un luogo di lavoro in cui si cerca di arricchire un’offerta professionale qualificata con la valorizzazione delle capacità di chi fatica a trovare adeguata collocazione all’interno di contesti lavorativi esclusivamente profit.
Ecco così uno spazio in cui di tanto in tanto cercheremo di tenere vivo lo scambio con chi, a vario titolo, ha a che fare con noi.
 
Da Sempre (mensile fondato da don Oreste Benzi), novembre 2010.
Uno sguardo sulla realtà, particolarmente articolata, delle cooperative sociali legate all’Ass.ne Papa Giovanni XXIII.
“ Nel ’78 venne promulgata la 180, chiamata legge Basaglia, dal nome del noto psichiatra Franco Basaglia che lottò nel difficile compito di smantellare i manicomi, riuscendo a provare che era possibile un altro modo di star vicino alle persone con problemi mentali senza mai costringerle. Subito si accese il dibattito in Italia: era davvero possibile chiudere i manicomi? <La società nelle sue componenti di famiglia, scuola, lavoro, attività sociali, ricreative, politiche e sindacali non vuole i “matti” ma chiede di legarli. Il dramma è che nessuno li vuole>, scriveva don Benzi nel 1980. Quale via seguire? Senza pretese, la Comunità Papa Giovanni XXIII intraprese una strada che potrebbe essere riassunta in questo slogan: Là dove siamo noi, lì anche loro... < Noi siamo in famiglia, lì devono essere anche loro. Poiché ciò sia possibile, sono necessarie le strutture di supporto: centri diurni, centri di terapia occupazionale, servizio medico specializzato di pronto intervento, ecc.> continuava don Benzi. Proprio qui si innesta la storia delle cooperative sociali della Papa Giovanni.
Chiediamo ad Arciso Peretto, 57 anni di Vicenza, tra i fondatori della prima cooperativa della Papa Giovanni XXIII di spiegare com’è partita quest’avventura nel mondo del lavoro. <Nel dicembre del 1977 (…) parte l’idea del “Gruppo di lavoro”, nata proprio dall’esigenza di cercare una risposta per quelle persone che non avevano patologie così gravi da stare nei centri diurni, ma neppure così lievi da essere inseriti nel mondo del lavoro. Al tempo non esistevano le cooperative sociali ed eravamo un po’ un’anomalia>.
Si può dire che nel settore siete stati dei pionieri. <Esistevano le cooperative classiche, cioè quelle che hanno come obiettivo la mutualità verso i soci: tutto ciò che si crea, lo si fa a vantaggio dei soci che hanno messo il capitale iniziale e che quindi possono usufruire degli utili. Le cooperative sociali invece hanno una mutualità sociale allargata, perché quello che si fa non è solo a vantaggio dei soci (ad esempio un socio potrebbe usufruire dell’inserimento del proprio figlio disabile), ma c’è anche l’attenzione al territorio, offrendo un beneficio comune, creando servizi. Quando siamo partiti non c’era una legislazione che contemplasse questo. Nel 1991, con la legge 381, c’è stata una regolamentazione che ha definito due tipologie di cooperativa sociale: educativa (A) e lavorativa (B)>. Come siete andati avanti poi? <Col tempo c’è stato uno sbocciare di cooperative sociali… oggi sono 13, ma le loro sedi operative sono molte di più: 92 tra laboratori protetti e occupazionali…>
È ormai in fase di ultimazione una realizzazione multimediale commissionataci da un’azienda correggese di particolare rilievo.
Si tratta di un progetto a cui sta lavorando principalmente Andrea, chiamato Mixed Reality, che ha portato alla realizzazione di una demo che, accanto alle tradizionali riproduzioni video, combina elementi di animazioni flash e componenti 3D animati. Questo allo scopo di illustrare in maniera particolarmente efficace il funzionamento di una linea di produzione robotizzata. Pur non essendo un’assoluta novità, si tratta di un settore ancora poco esplorato e con notevoli potenzialità di sviluppo grazie all’evidente capacità esplicativa e comunicativa che porta con sé. Muovere in questa direzione ci sembra particolarmente rilevante, sia in chiave di risposte sempre più adeguate per i nostri clienti sia per la crescita professionale del nostro studio.
 
È l’occasione per salutare (con un benvenuto!) Stefano, che da poco più di due mesi collabora con noi.
Stefano in particolare rappresenta una figura non proprio consueta in quanto mette a disposizione la sua professionalità e le sue competenze di web master per affiancare e qualificare il percorso di tirocinio di Elena.
Abbiamo scelto questa strada per dare maggiore spessore al cammino di formazione che Elena sta compiendo con noi, ormai da diverso tempo, e per il quale abbiamo creduto opportuno investire nuove energie per meglio evidenziare le potenzialità di Elena… e di Stefano!!!

 

 

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